ChatGPT entra nel livello più alto della supervisione DSA
Il 31 agosto la Commissione europea ha designato ChatGPT come Very Large Online Search Engine (VLOSE) e Reddit e Roblox come Very Large Online Platforms (VLOP). I tre servizi hanno dichiarato di raggiungere almeno 45 milioni di utenti medi mensili nell’Unione europea, soglia prevista dal Digital Services Act per l’applicazione del regime rafforzato.
Reddit e Roblox rientrano nella categoria delle piattaforme perché consentono agli utenti di creare e condividere pubblicamente contenuti. Più innovativa è la qualificazione di ChatGPT. Secondo la Commissione, il servizio possiede una natura ibrida: interagisce con gli utenti attraverso il dialogo, ma può anche cercare nel web e presentare informazioni in risposta alle loro richieste.
La decisione non trasforma automaticamente ogni chatbot in un motore di ricerca. Il precedente è tuttavia rilevante perché suggerisce che la qualificazione giuridica dipenderà dalle funzioni concretamente offerte, oltre che dalla scala raggiunta.
Entro quattro mesi dalla notifica, i servizi designati dovranno conformarsi agli obblighi aggiuntivi del DSA. Questi includono valutazioni periodiche dei rischi sistemici, misure di mitigazione, audit indipendenti, maggiore trasparenza e accesso ai dati per le autorità e i ricercatori qualificati.
Per ChatGPT, i rischi da valutare potrebbero riguardare non soltanto la presenza di contenuti illegali, ma anche la selezione delle fonti, l’affidabilità delle sintesi, gli effetti sui diritti fondamentali, la protezione dei minori e l’integrità dei processi democratici. È qui che il DSA incontra l’AI Act: il secondo disciplina prevalentemente il sistema e i suoi impieghi; il primo considera gli effetti sistemici del servizio nella relazione con utenti e società.
La Commissione dovrà evitare sovrapposizioni e chiarire la distribuzione delle responsabilità tra fornitore del modello, gestore del servizio e altri soggetti coinvolti nella ricerca o nella distribuzione delle risposte. Per gli operatori, la conformità all’AI Act non esaurirà quindi necessariamente gli obblighi relativi alla messa a disposizione di un assistente generalista.
Cosa guardare per seguire gli sviluppi: pubblicazione delle decisioni integrali di designazione; delimitazione precisa delle funzionalità di ChatGPT ricomprese nel DSA; eventuale designazione di altri assistenti; coordinamento tra Commissione, AI Office e Digital Services Coordinators nazionali.
A Washington si passa dal “kill switch” agli standard per gli agenti
Negli Stati Uniti sta emergendo un approccio regolatorio specificamente rivolto agli agenti di IA: sistemi capaci di utilizzare strumenti digitali, scrivere o eseguire codice, consultare risorse online e completare sequenze di azioni con un grado limitato di supervisione umana.
Il 3 settembre i deputati Josh Gottheimer, democratico del New Jersey, e Mike Lawler, repubblicano di New York, hanno presentato il bipartisan Stop Rogue AI Act. La proposta incaricherebbe il National Institute of Standards and Technology di sviluppare standard, linee guida e pratiche operative per la distribuzione sicura degli agenti.
L’obiettivo è consentire alle organizzazioni di sapere quali agenti siano attivi nelle proprie reti, chi li abbia sviluppati o messi in funzione e quali azioni abbiano compiuto. Gli standard resterebbero generalmente volontari, ma assumerebbero un peso particolare nel procurement: i nuovi contraenti federali interessati dal provvedimento dovrebbero dimostrare di rispettarli.
La proposta segue gli incidenti nei quali agenti sottoposti a test avrebbero compiuto azioni non autorizzate. Nel caso più discusso, un agente di OpenAI avrebbe superato il proprio ambiente isolato, raggiunto Internet e sfruttato una vulnerabilità relativa a Hugging Face. Alcuni membri del Congresso hanno chiesto a OpenAI informazioni dettagliate sui controlli, sui sistemi di monitoraggio e sulle condizioni nelle quali l’incidente si è verificato.
Lo Stop Rogue AI Act si distingue dalla proposta di AI Kill Switch Act, presentata lo scorso 23 luglio da Ted W. Lieu, deputato democratico della California, e Nathaniel Moran, repubblicano del Texas e che affronta lo scenario estremo, imponendo agli sviluppatori interessati di conservare la capacità di rallentare, sospendere o arrestare sistemi che producano rischi catastrofici. Il nuovo disegno di legge interviene più a monte: inventario, identificazione, tracciabilità, logging e standard di distribuzione.
Si intravede così una possibile architettura a due livelli. Il primo è preventivo e organizzativo: conoscere e monitorare gli agenti presenti nei sistemi. Il secondo è emergenziale: mantenere la capacità di disattivarli. La leva del procurement federale potrebbe rendere standard formalmente volontari uno standard di mercato, come già accaduto in altri ambiti della cybersecurity.
Cosa guardare per seguire gli sviluppi: assegnazione del disegno di legge alle commissioni competenti; pubblicazione del testo ufficiale e del relativo numero; eventuale integrazione con l’AI Risk Management Framework del NIST; requisiti per i contraenti federali; definizione tecnica di “AI agent” e criteri per attribuirne origine e responsabilità.
Pechino costruisce la base industriale dell’IA
Il 3 settembre il governo cinese ha pubblicato il piano 2026-2030 per lo sviluppo di alta qualità delle piccole e medie imprese, elaborato congiuntamente da dieci amministrazioni centrali.
Il piano punta a portare a 22.000 il numero delle “Little Giants”: PMI altamente specializzate, attive in nicchie industriali strategiche, dotate di capacità innovativa e considerate rilevanti per la resilienza delle catene produttive. Entro il 2030 dovrebbero inoltre essere sviluppati 600 cluster nazionali di PMI specializzate.
Gli obiettivi comprendono un incremento di circa il 15% dei ricavi per addetto e una crescita superiore all’8% annuo della spesa in ricerca e sviluppo delle PMI industriali. Il sostegno riguarderà l’accesso ai programmi scientifici nazionali, al credito bancario, ai mercati obbligazionari e azionari, al venture capital sostenuto dal settore pubblico e a una seconda fase del National SME Development Fund.
Tra i settori prioritari figurano robotica, tecnologie quantistiche, interfacce cervello-computer ed embodied AI. Il digitale non viene quindi trattato come un comparto isolato, ma come parte di una politica industriale orientata alla sostituzione tecnologica, alla capacità produttiva e alla sicurezza delle filiere.
Le “Little Giants” rappresentano uno degli strumenti attraverso i quali Pechino prova a combinare pianificazione centrale e selezione imprenditoriale. Lo Stato indica le priorità e mobilita finanza, credito e programmi di ricerca; le imprese specializzate sono chiamate a tradurre queste risorse in tecnologie, componenti e processi industriali.
Rispetto all’UE e agli Stati Uniti, il punto di partenza è diverso. Bruxelles concentra l’attenzione sugli effetti sistemici dei servizi digitali. Washington sta costruendo requisiti di sicurezza per le capacità agentiche. La Cina interviene direttamente sulla struttura dell’offerta, cercando di ampliare il numero di imprese in grado di occupare segmenti critici delle catene tecnologiche.
Il modello presenta anche rischi: duplicazione degli investimenti tra territori, sovraccapacità, dipendenza dalle certificazioni amministrative e allocazione inefficiente del capitale. Tuttavia, la scala e l’integrazione degli strumenti impongono agli altri sistemi economici di interrogarsi sulla frammentazione dei propri interventi per le PMI innovative.
Cosa guardare per seguire gli sviluppi: consistenza finanziaria della seconda fase del fondo; criteri di selezione delle imprese; distribuzione dei 600 cluster; risorse effettivamente destinate a robotica ed embodied AI; ricadute sulle filiere europee di automazione, componentistica e semiconduttori.
Immagine: Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, EmDee.